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La pulizia degli alvei previene fenomeni alluvionali?? NI!

REPORTAGE

 


A cura di Marco Ellena, alle ore 16:21
Da alcune settimane molti organi di stampa (specialmente quelli genovesi) stanno battendo molto sulle recenti opere di pulizia dei torrenti da immondizia e vegetazione di ogni tipo. La domanda che per ci si pone da sempre : la pulizia degli alvei sufficiente a ridurre i rischi alluvionali durante le stagioni delle piogge?? Ni, cio in parte s ed in parte no.
Bisogna poi definire bene 'pulizia degli alvei' perch la pulizia pu essere fatta facendo "tabula rasa" di tutto, pulendo bene e lasciando il letto del fiume sgombero da ogni ostacolo oppure facendo una pulizia parziale del tutto.
Alcuni esperti parlano oggi di "rinaturalizzazione" degli alvei andando contro la tendenza a fare una pulizia accurata del letto dei corsi d'acqua. Questo perch, secondo alcuni esperti, la vegetazione rallenterebbe di molto la velocit del flusso d'acqua nei casi di piena rendendo un'eventuale tracimazione delle acque molto meno pericoloso di quanto avvenuto purtroppo molte volte in ambito genovese ma non solo. Gli stessi esperti, per, sottolineano come la rinaturalizzazione degli alvei vada fatta comunque con una parziale pulizia dei torrenti: via spazzatura e alberi, mantenimento, invece, della piccola e media vegetazione. Bisogna, difatti, pensare che quando il corso d'acqua affronta piene importanti, queste sono in grado di sradicare alberi e vegetazione presente nel letto dei "fiumi" trascinando con se quindi tutto ci che viene via dai fondali e causando spesso pericolosi accumuli in presenza dei piloni dei ponti e delle tombinature. In questo caso la vegetazione potrebbe effettivamente fare "da tappo" ostruendo il passaggio delle acque e facendo tracimare in un attimo il corso d'acqua. Diversa, invece, la vegetazione di piccola e media dimensione che, se anche sradicata, non comporta grossi ostacoli al deflusso delle acque.
Dunque anche secondo la corrente di pensiero che vede di buon occhio la rinaturalizzazione degli alvei i grossi fusti vanno eliminati ma la restante vegetazione va invece mantenuta.
C' da dire che la vegetazione in alveo non l'unica componente che determina la pericolosit dei corsi d'acqua durante le fasi di piena ma ci sono almeno due altri importanti parametri: la cementizzazione e l'abbandono delle campagne.
La cementizzazione degli alvei va proprio contro la linea di principio della rinaturalizzazione: l'alveo di cemento, priva di vegetazione, fa scorrere l'acqua a velocit davvero molto significativa rendendo la piena assai pericolosa. Per cementizzazione non si intende solo quella del letto, ma anche degli argini: un'esempio lampante di ci che vogliamo dire il caso di Corte Lambruschini (grattacieli subito fuori la stazione ferroviaria di Genova Brignole) la cui area, prima della costruzione dei palazzi, era una zona gi di allargamento del Bisagno ed un'area dove il fiume faceva gi anse e si suddivideva in corsi pi piccoli prima del delta finale vero e proprio alla foce. Parte dell'acqua si riversava nel Rio Casaregis (che scorre sotto l'omonima strada della Foce genovese) e nei casi di piena il sistema idrico della foce era in grado di ridistribuire i carichi d'acqua su altri percorsi. Con la costruzione di Corte Lambruschini queste anse, questo delta fluviale stato nettamente tagliato, eliminato e cementificato anche con tombature. Ecco allora che nei periodi di piena, il Bisagno ormai imbrigliato in un letto di cemento armato e da argini che hanno tagliato via buona parte della sua foce, ha un solo sfogo a mare.
Un secondo parametro assai importante quello dell'abbandono delle campagne circostanti i grandi centri urbani: l'abbandono delle terre ha fatto si che in queste aree la vegetazione crescesse senza alcun controllo ne manutenzione per cui con le forti piogge, tronchi, rami e spazzatura di ogni genere finisce a valle nei principali corsi d'acqua. Ecco allora che fare una pulizia accurata dei corsi d'acqua a valle se non si risolve il problema a monte serve davvero a poco considerando che tronchi e detriti di ogni tipo giungono a noi da monte.
In definitiva il dissesto idrogeologico che caratterizza la nostra Regione di difficile soluzione; per poter risolvere le problematiche, a nostro avviso, bisognerebbe attuare le seguenti pratiche:
- pulizia degli alvei non totale (sostenendo la rinaturalizzazione dei corsi d'acqua)
- ridurre ove possibile la cementificazione creando possibili nuovi sfoghi ai corsi d'acqua
- riprendere la coltivazione delle campagne obbligando ad una periodica manutenzione del suolo.

Qualcosa si st facendo, a Genova grazie alla passata gestione comunale e alla ripresa delle opere da questa attuale Giunta come, ad esempio, il proseguimento dei lavori dello scolmatore del rio Fereggiano (un tunnel sotterraneo che sfoga l'acqua del Fereggiano fin verso C.so Italia, pulizia dei corsi d'acqua ma, a proposito di questo ultimo punto attenzione: la pulizia va fatta garantendo alla vegetazione di rimanere nel letto del fiume secondo quanto detto in precedenza e riferito ai sostenitori della rinaturalizzazione dei torrenti. Per quanto riguarda l'abbandono delle campagne purtroppo il lavoro in alto mare perch non riguarda pi le aree comunali dei territori costieri ma le politiche di piccoli centri dell'entroterra che molte risorse in tal senso non sono in grado di ostenere.
Insomma attenzione agli attuali interventi di pulizia che non devono essere totali ma solo pariziali e a tutti gli altri parametri oggi ancora in alto mare.

Questo il primo capitolo della "saga" che riguarda il rischio idrogeologico della Liguria, noi restiamo a disposizione di tutti coloro che vogliano dire la propria opinione, scriveteci sui social oppure via email dalla sezione "utility" e "contattaci".



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